Eine gute Entscheidung

Wirtschaftsfachoberschule Auer
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Schülerzeitung

Cari lettori,
eccoci di nuovo a voi con la seconda edizione di Era Ora!, giornalino semiserio della WFO Auer. La redazione si è un po' rimpicciolita, perdendo qualche giornalista troppo impegnato con le materie "classiche" , ma la curiosità, l'impegno e la voglia di lavorare sono rimaste le stesse. Anzi, noi speriamo di aver fatto dei passi in avanti rispetto alla scorsa edizione e ci auguriamo di aver prodotto 32 pagine interessanti, divertenti e "profonde" allo stesso tempo.

Quest'anno abbiamo cercato di organizzare Era Ora! in modo più ordinato, di conseguenza troverete grosso modo 3 sezioni diverse a cui tutti noi abbiamo collaborato. Una parte dei nostri sforzi intellettuali è dedicata al mondo della scuola, sia la nostra particolare (WFO Style, Intervista doppia, Vacanze difficili, Pubblicità), sia in generale (intervista al dott. Peter Höllrigl, La scuola di Barbiana). Poi abbiamo deciso di analizzare il fenomeno delle ossessioni moderne, un mondo vario e inquietante, che ha occupato la maggior parte del nostro lavoro. Infine ci siamo dedicati al compito più complesso, quello relativo all'analisi dell'informazione come "arma" per influenzare le coscienze. Quest'ultima parte è stata per noi piuttosto impegnativa ma l'abbiamo affrontata con interesse sia perché ci ha fatto riflettere su un argomento importante, sia perché ci ha permesso di gareggiare nel concorso organizzato anche quest'anno dalla Südtiroler Pressevertrieb che vede la partecipazione di numerosi istituti scolastici della provincia di Bolzano.

Noi siamo soddisfatti della nostra "creatura" e a questo punto non ci resta che augurarvi buona lettura!

Due parole dalla Profe:

Anche quest'anno ho avuto la possibilità di lavorare con delle persone sveglie e curiose. Credo che la fatica che fanno per costruire Era Ora! sia una grande occasione di crescita per loro e spero che ne siano consapevoli. A questo proposito vorrei citare un passo de La scuola raccontata al mio cane di P. Mastrocola. "...Fare ogni giorno cose facili, ripetere gli stessi argomenti, non approfondire, non essere spinti mai a salire un gradino in più, penso che possa spegnere qualsiasi intelligenza. Ma soprattutto NON fare mai cose difficili, non essere mai messo alla prova, non ricevere sfide alle proprie capacità, esclude la possibilità di provare soddisfazione. Esiste una particolare felicità che è legata alla propria intelligenza. Quando ci mettono davanti un ostacolo alto, quando ci danno la possibilità di provare la nostra intelligenza, ne ricaviamo una soddisfazione smisurata". La scuola dovrebbe dare questa possibilità ai ragazzi.
Martina Bolognini